Il nostro parere sulla Don Milani

Dall’inizio delle proteste dei genitori, la Giunta uscente è nella confusione più totale: in pochi giorni ha ipotizzato soluzioni diversissime per lo spostamento delle 9 sezioni della Don Milani ma senza aver mai preventivamente sentito il parere dei genitori. Ora, pare abbiano deciso di fermare la ristrutturazione per un anno in modo ristrutturare i locali della ex Asl affinché possa ospitare le 4 sezioni della materna nel 2019.

Non vogliamo fare sterile polemica pre-elettorale ma, cercando di comprendere che tipo di contratto sia stato stipulato tra la giunta uscente e la società che si dovrà occupare dei lavori (facendo riferimento agli atti pubblicati nell’albo pretorio del Comune), ci sono sorte delle domande che vorremmo porre ai due candidati Sindaco della destra (Antonini Nucera e Pino Pozzoli – visto che tutti gli atti che hanno portato a queste decisioni sono stati votati anche da loro):
• perché avete legato la ristrutturazione della Don Milani alla vendita di un terreno in via Moneta di proprietà del Comune di Opera? Non era molto più semplice ed efficace vendere il terreno al miglior offerente e subito dopo utilizzare il denaro per appaltare i lavori di rifacimento della scuola?
• se la soluzione di legare la vendita del terreno alla ristrutturazione della scuola era davvero la più semplice, perché avete speso oltre 3.000,00 € per un avvocato che aiutasse l’Ufficio Tecnico nella gestione del progetto?
• il primo interesse del Comune in questa operazione dovrebbe essere ristrutturare al meglio la materna. Non trovate allora singolare e pericoloso che ad occuparsi di tali lavori sia una società la cui attività principale è la gestione di 3 negozi di ortofrutta in provincia di Pavia, che ha potuto aggiudicarsi la concessione proprio perché era compresa la vendita del terreno di via Moneta?

E ᴘᴏɪ ᴠɪ ᴄʜɪᴇᴅɪᴀᴍᴏ ᴄᴏɴᴛᴏ ᴀɴᴄʜᴇ ᴅɪ ᴀʟᴛʀᴇ ᴄᴏsᴇ:

• quando il Comune ristruttura un edificio o realizza un’opera paga sempre l’appaltatore allo stato di avanzamento dei lavori: prima si realizza una parte del progetto, poi l’ente controlla la qualità del lavoro svolto e solo allora avviene il pagameno del prezzo di quello che è stato realizzato sino a quel momento. Con la Don Milani il prezzo della ristrutturazione (il terreno) è già stato ceduto mentre i lavori di ristrutturazione della Don Milani non sono nemmeno partiti. Come si fa quindi a controllare qualità e tempi della ristrutturazione? Cosa succederebbe se, come già accaduto con il palazzetto, durante i lavori di ristrutturazione il concessionario dovesse fallire?
• perché alla conclusione della ristrutturazione il Comune, per i successivi quattro anni, dovrà pagare più di 200.000€ annui alla società concessionaria come canone di disponibilità? Quanto costa la gestione ordinaria della scuola, presupponendo che, nei primi quattro anni dalla ristrutturazione, di manutenzioni straordinarie non dovrebbe essercene bisogno ?
• i tempi concordati quali sono? Nelle carte si parla di 390 giorni per l’esecuzione dei lavori e quindi c’è il rischio che i bambini operesi debbano fare a meno della Don Milani per due anni, invece che per uno soltanto.
La nuova e ultima, in ordine di tempo, soluzione prospettata ci porta a porre una domanda finale: dopo aver cambiato idea così tante volte e in così poco tempo cercando soltanto di correggere scelte errate,

𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗶𝗺𝗯𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗼𝗻 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻𝗶 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶, 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗮𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗹𝗮𝗺𝗶 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲?

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